02 NOVEMBRE 2020

Mercato libero o mercato tutelato?

Rispondiamo alla domanda più amata dai bambini.

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Corre l’anno 1999. Anna Oxa ha appena vinto Sanremo, ma l’entusiasmo generale è smorzato dal recente ritiro di Michael Jordan (tornerà). Mentre c’è chi fa scorte per l’imminente fine del mondo, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro emana il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, che oggi ricordiamo come decreto Bersani, dal nome dell’allora ministro dell'industria. Quel decreto pose le basi per la liberalizzazione, poi completata a luglio 2007, del mondo dell’energia – prima di allora una serie di fornitori, tra cui i più conosciuti sono Enel ed ENI, operavano infatti in regime di monopolio, cioè erano gli unici autorizzati a vendere luce e gas in determinati territori.

Si creò così un nuovo mercato, quello “libero”, oggi presidiato da oltre 800 aziende che si contendono le attenzioni e i soldi degli italiani. Il decreto, inoltre, stabiliva che per un certo periodo il mercato libero (solo per le forniture luce) venisse affiancato da un altro mercato, detto “servizio di maggior tutela”, così da facilitare la transizione tra il sistema vecchio e quello nuovo. I due mercati hanno le loro differenze, che riportiamo in fondo, ma la principale riguarda il modo in cui vengono stabilite le condizioni economiche, cioè come si arriva al prezzo a cui l’energia viene venduta e pubblicizzata.

La ruota della fortuna ci serve per indicare l'imprevedibilità dei prezzi del mondo dell'energia

Nel mercato tutelato il prezzo è imposto

Come abbiamo scritto qui, le condizioni economiche del “servizio di maggior tutela” vengono stabilite dall’ARERA (acronimo di "Autorità di regolazione per energia reti e ambiente"). L’ARERA è un organo indipendente istituito per regolare la qualità e le condizioni economiche nei settori di luce, gas e acqua. I fornitori del mercato tutelato, quindi, non possono decidere a quale prezzo vendere l’energia: è l’ARERA che lo calcola per loro, aggiornandolo periodicamente. In particolare, la “componente energia” cambia quattro volte l’anno, a seconda di quello che succede nel mondo e delle relative conseguenze sui mercati all’ingrosso dell’elettricità e del gas: a volte si abbassa, a volte si alza.
 
Nel mercato libero il prezzo è libero

I fornitori di questo mercato possono scegliere il prezzo e le condizioni delle “componenti di vendita”, cioè di quelle voci che comprendono il costo della materia prima e del servizio. Questo ha dei pro e dei contro. Ad esempio, molte offerte del mercato libero prevedono un prezzo della componente energia bloccato per 12 o 24 mesi, il che è sicuramente positivo; allo stesso tempo, i fornitori hanno la possibilità di integrare il prezzo con altre componenti di spesa che, per quanto specificate nel contratto, rischiano di non essere lette e/o capite. È un po’ come quando cerchi un mutuo e ti basi solamente sul tasso di interesse senza considerare le spese accessorie, gli oneri di istruttoria e tutti gli altri costi che concorrono alla cifra finale.

Questo significa che è importantissimo leggere bene le condizioni economiche prima di firmare. Lo sa anche l’ARERA, che infatti invita (come facciamo noi) a valutare il risparmio sulla base della spesa annua, cioè sulla cifra complessiva che pagheresti in un anno con un determinato operatore, invece che sul prezzo €/kWh - €/Smc; tant’è che ha messo a disposizione un sito che permette proprio di effettuare tale paragone, oltre ad adottare misure per creare nuove regole che favoriranno la confrontabilità delle offerte.

Questa persona trova sospetti i fogli che ha in mano

“Fino a quando durerà il mercato tutelato?”

Lo scenario è molto incerto. L’inizio della fine del mercato tutelato è stato rinviato più volte; quest’anno sembrava essere quello buono, mai poi la data è stata posticipata al 1° gennaio 2022. Di certo prima o poi dovrà finire, ma quando accadrà e con quali modalità rimane un mistero.

“Quale mercato conviene di più tra il libero e il tutelato?”

Dipende da cosa cerchi. I fornitori del mercato libero sono costretti a farsi concorrenza, quindi tendono a offrire promozioni e servizi aggiuntivi. Noi, ad esempio, blocchiamo il prezzo della materia per 36 mesi, ti facciamo pagare una rata fissa basata sui tuoi consumi, acquistiamo elettricità prodotta solo con fonti rinnovabili e utilizziamo l’app e il sito per semplificare la tua esperienza di utilizzo. Un altro vantaggio, almeno in linea teorica, è che essere in competizione con tante aziende spinge a migliorare continuamente il servizio, per fare più clienti e tenersi i propri. Al tempo stesso, proprio la necessità di battere la concorrenza spinge alcuni fornitori a utilizzare canali commerciali eccessivamente aggressivi, “nascondere” costi all’interno dei contratti e/o abbassare così tanto il prezzo da essere costretti, alla scadenza, ad aumentarlo di moltissimo per recuperare i soldi persi in precedenza. È dunque un mercato che nasconde ottime opportunità, ma anche potenziali insidie: come in tante altre cose, l’unico modo per cogliere le prime ed evitare le seconde è informarsi bene.

Il mercato tutelato presenta meno rischi, ma anche meno vantaggi. Chi ci lavora ha pochi margini di manovra per differenziarsi e offrire servizi che vanno oltre la fornitura dell’energia. Inoltre il prezzo variabile rende ancora più difficile pianificare le spese e capire quanto si spenderà per le prossime bollette. Talvolta i fornitori non mettono a disposizione gli strumenti digitali di base (come un'app o un portale online), e si tratta di un mercato destinato a finire: prima o poi lo dovrai abbandonare, quindi può essere ragionevole agire per tempo e scegliere in autonomia da quale parte andare, invece che aspettare che sia qualcun altro a obbligarti a farlo, con procedure che potrebbero rivelarsi burocratiche e complicate.

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