20 SETTEMBRE 2022

Quattro “titoloni” sulla crisi energetica

Quanto c’è di vero e quanto di esagerato.

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In questa puntata di “proviamo a spiegare le cose” abbiamo deciso di approfondire degli articoli con titoli che ci hanno fatto un po’ aggrottare le sopracciglia. Non c’è niente di illegale nello scrivere frasi a effetto, ma in un momento come questo si rischia di creare tanta confusione. 

 

L’energia è un settore complicato, vero, ma – come ormai dovresti sapere – secondo noi questo non è un motivo valido per far assomigliare le bollette a dei papiri egizi. Crediamo che più informazioni hai sul mondo dell’energia, più ti sentirai in grado di fare delle scelte consapevoli. Specialmente in un periodo di crisi energetica. Per questo pensiamo sia utile dare un po’ di contesto a notizie che – prese da sole – hanno fatto impallidire anche noi. Iniziamo?

“UE taglia la luce: dovremo scegliere un solo elettrodomestico per volta.” È vero?

Nì, nel senso che non ti ritroverai a dover staccare il frigo perché devi asciugarti i capelli.

Come spiegano nell’articolo le stesse testate che hanno pubblicato questo titolo, quello che potrebbe succedere – perché è tutto ancora in via di definizione – è che l’UE preveda, insieme ad altre misure, un abbassamento dei consumi per un totale di 4 ore durante le ore di picco, cioè tra le 8.00 e le 19.00.

Questo potrebbe voler dire che sarà difficile fare andare forno e lavastoviglie insieme, ma ancora non abbiamo delle informazioni certe su come questo accadrà. Senza contare che, per chi ha un contatore a bassa potenza, già ora non è possibile usare più elettrodomestici energivori nello stesso momento. Insomma, tra “prepariamoci a ridurre i consumi” e “ci tagliano la luce” è giusto fare delle piccole distinzioni.

 

“Gli elettrodomestici ci costeranno il 600% in più rispetto al 2021. Il frigo, da solo, varrà 5 € al giorno.” È vero?

Il picco toccato dal gas il 26 agosto, di cui abbiamo già parlato in questo articolo, ha portato parecchie persone a chiedersi “Cosa succederà quest’inverno?”. Molte testate, o associazioni come il Codacons, hanno cercato di fare delle previsioni.

Un giornale ha provato a immaginare cosa sarebbe successo se il prezzo dell’elettricità nel mercato all’ingrosso – che ha impatti più grandi sui contratti a prezzo indicizzato – fosse salito fino a 1,00 € al mWh, come è effettivamente successo in Germania. Le stime, che hanno portato ai calcoli del titolo, sono abbastanza corrette. Questi calcoli sono stati ripresi da diversi programmi televisivi e hanno iniziato a fare il giro. Peccato, però, che dessero l’aumento per “certo” e non come una previsione, spiegando il ragionamento fatto.

L’Europa e il Governo stanno cercando di capire quali provvedimenti prendere, e questo ha già contribuito a far scendere il prezzo del gas.

Per farla breve, la situazione si evolve molto velocemente e dare delle stime come “certe” è sempre un po’ rischioso.

 

“La Francia ci taglia la luce!” È vero?

No. Se quelle che abbiamo letto prima erano delle notizie un po’ gonfiate, questa è una vera e propria bufala.

Il governo francese sta avendo un po’ di problemi con le sue centrali nucleari – 32 reattori su 56 sono chiusi per manutenzione, in questo momento – ma ha assicurato che il 5% dell’elettricità che arriva da questi impianti non verrà modificato. Certo, il tempismo degli interventi sui reattori non è dei migliori vista la situazione geopolitica, ma il governo francese ha subito smentito questa la notizia, bloccando ulteriori speculazioni.

Ora, possiamo capire che tante persone non abbiano superato gli Europei di calcio del 2000, ma non ci sembra un motivo sufficiente per fare dell’inutile allarmismo.

“Per razionare i consumi, dovremo cambiare contatori?” Cosa vuol dire?

Come dicevamo prima, quello sul tavolo dell’UE non è un razionamento ma una razionalizzazione – e quindi una riduzione – dei consumi. Parlare quindi di “taglio della luce” non è per niente corretto.

Ma come avverrà poi questa riduzione, nella pratica? L’ipotesi più accreditata per ora sembra essere quella di utilizzare i contatori teleletti – cioè che possono essere letti e controllati a distanza dal distributore – per tenere sott’occhio eventuali picchi. Quasi tutte le abitazioni d’Italia utilizzano gli “smart meters”, quindi è molto improbabile che tu debba cambiarlo.

Ma anche nel caso di contatori non-teleletti, non metterti le mani nei capelli: ancora non sappiamo come verrà applicata la norma, quindi è meglio aspettare di avere notizie più certe.

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