06 LUGLIO 2020

Vuoi richiedere il bonus luce e gas?

Scopri a chi spetta e come riceverlo.

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Il “bonus energia per l'utenza elettrica e il gas”, anche detto “bonus sociale”, è uno sconto in bolletta, introdotto dal Governo e messo in vigore dall’ARERA. Lo scopo è permettere alle famiglie in condizioni di disagio economico o fisico di risparmiare sulle forniture luce e gas. Il bonus energia viene finanziato dagli “oneri di sistema”, una voce – uguale per ogni fornitore – che si trova nelle bollette. È in altri termini un contributo di solidarietà, e come tale viene riconosciuto solo in determinate condizioni, che elenchiamo qui sotto.

Il giorno e la notte si abbracciano

Chi ha diritto al bonus energia?

I bonus sociali si dividono in due macrocategorie: quelli per disagio economico, che possono essere richiesti sia per la fornitura luce che per quella gas, e quelli per disagio fisico, che invece sono riservati solo alle forniture luce.

Per il disagio economico il fattore determinante è l’ISEE, acronimo di “indicatore della situazione economica equivalente”: si tratta di uno strumento che serve a misurare la condizione economica delle famiglie italiane, e che si basa sul reddito, sul patrimonio immobiliare e sui componenti del nucleo familiare. In particolare, il bonus viene riconosciuto a chi ha un ISEE inferiore a 8.265 € (se si hanno meno di 3 figli a carico) o inferiore a 20.000 € (se si hanno almeno 4 figli a carico), ma anche a chi ha un ISEE superiore e riceve il reddito di cittadinanza.

Il bonus energia per disagio fisico viene invece riconosciuto a chi ha o convive con una persona in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di “apparecchiature elettromedicali”, cioè alimentate a energia elettrica. Le apparecchiature in questione devono essere comprese in questo elenco.

Come si richiede il bonus sociale?


Dal 1° gennaio 2021,  il bonus per disagio economico viene riconosciuto automaticamente a chi rientra nei requisiti e presenta la DSU (acronimo di “Dichiarazione Sostitutiva Unica”) per ottenere l'attestazione ISEE. Sul sito dell'INPS trovi tutte le info necessarie. 

Per richiedere il bonus per disagio fisico, invece, devi compilare questo modulo, inserendo e allegando:

- un certificato dell'ASL che attesti la situazione di grave condizione di salute, la necessità di utilizzare le apparecchiature elettromedicali per supporto vitale, il tipo di apparecchiatura e le ore di utilizzo giornaliero; 
- l'indirizzo presso il quale è installata l'apparecchiatura; 
- la carta d'identità e il codice fiscale del richiedente (o del malato, se diverso dal richiedente);
- il codice POD (è composto da 14 o 15 caratteri alfanumerici: puoi trovarlo nella tua bolletta).

Il modulo deve essere presentato presso il proprio comune di residenza, oppure presso uno degli altri enti designati a erogare il bonus, come i CAF e le comunità montane.

Quanto vale il bonus sociale?

Il valore del bonus per disagio economico viene aggiornato ogni anno e varia in base ad alcune condizioni. Puoi visualizzare gli importi di quest’anno sul sito dell’ARERA: qui trovi quelli per il gas, mentre qui quelli per la luce. Il valore del bonus per disagio fisico dipende soprattutto dal numero delle apparecchiature e dal tempo giornaliero di utilizzo: anche in questo caso, scopri i valori aggiornati sul portale dell’Autorità.

Come viene erogato il bonus?

Se hai un contatore intestato, il bonus ti verrà riconosciuto mensilmente in fattura; se invece hai un contatore condominiale, lo avrai tramite un bonifico predisposto dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

Per rinnovare il bonus per disagio economico basta presentare nuovamente la DSU almeno due mesi prima della scadenza. Il bonus per disagio fisico, invece, viene riconosciuto fino al cessato utilizzo delle apparecchiature elettromedicali.

E se passo a NeN?

Quando chiedi un preventivo, noi non possiamo sapere se hai diritto al bonus, quindi la rata non lo includerà. Ma se già lo ricevi, continuerai a farlo: non appena ci informeranno della situazione, spalmeremo sulle bollette successive tutta quota che devi ancora ricevere, in modo da non farti perdere neanche un centesimo. Di solito questo succede dopo la seconda o la terza rata.

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