04 OTTOBRE 2022

Cos’è questa storia delle bollette mensili?

Spoiler: sono molto diverse dalle nostre.

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Grande premessa: questa novità riguarda solo le persone che si trovano nel mercato tutelato, cioè circa 7 milioni di forniture. Se sei nel mercato libero questa notizia non avrà impatti su di te, ma potrebbe aiutarti a capire un po’ di cose sul mercato dell’energia in questo momento. Tieniti forte, ci sono degli acronimi in arrivo.

Si può ancora parlare di “novità” se questa misura è sul tavolo da qualche mese? In ogni caso, a fine luglio – cioè poco prima che i prezzi di luce e gas raggiungessero i livelli che conosciamo oggi – l’Unione nazionale consumatori aveva proposto all’ARERA, l’ente che regola il mercato dell’energia, di cambiare il calcolo delle tariffe per le bollette del gas. Niente più fatture bimestrali ma mensili, così da evitare costi esorbitanti per la clientela e garantire liquidità ai fornitori.

Così, poco prima del “solito” aggiornamento trimestrale dei prezzi, ARERA ha annunciato le novità: da ottobre, aggiornerà i prezzi del gas ogni mese e gli operatori potranno mandare bollette – sempre del gas – mensili. In più, il prezzo del gas non sarà più fissato sul TTF di Amsterdam, ma sul PSV, cioè il mercato all’ingrosso italiano. Tutto molto “burocratesco”, vero?

Iniziamo dagli acronimi

Tipo, cos’è il PSV? Detto male è “la media mensile dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano”. Cercando di fare chiarezza, è il prezzo medio al quale i vari fornitori – del mercato tutelato e libero – comprano il gas all’ingrosso in Italia. Come il TTF, anche il PSV è suscettibile al mercato, ma è anche più sensibile agli eventi “di casa”. Per fare un esempio concreto, alla notizia di Bloomberg sullo stoccaggio quasi completo dei serbatoi di gas italiani, il PSV è sceso di molto rispetto al TTF.

La cosa “antipatica” è che, facendo riferimento al PSV, l’ARERA dovrà calcolare i prezzi a posteriori: a novembre si conoscerà il costo del gas di ottobre, a dicembre quello di novembre e così via fino a gennaio, cioè quando – in teoria – il mercato tutelato dovrebbe “finire”.

Questo cos’ha a che fare con le bollette mensili?

Un po’ di cose. Secondo Stefano Basseghini – presidente dell’ARERA – calcolare il prezzo del gas sul PSV e aggiornarlo mensilmente dovrebbe risparmiare agli utenti finali gli eventuali costi di rischio e renderebbe più semplice adottare decisioni europee, come un eventuale tetto al prezzo del gas. La decisione di inviare bollette mensili sembra – almeno in questo momento – essere molto importante anche per quei fornitori che rischiano di non potere più garantire il servizio per i costi troppo elevati del gas. 

 

I pro e contro di questa decisione

Sono tanti in entrambi i casi e si basano molto sulle previsioni fatte dai diversi enti. Iniziamo con i pro, sostenuti principalmente dall’ARERA e dall’Unione nazionale consumatori:

  • una bolletta mensile aiuterà le persone a capire meglio i propri consumi e il costo dell’energia;

  • la spesa verrà “rateizzata”, evitando che le persone si ritrovino a pagare cifre assurde in un’unica soluzione;

  • come dicevamo, basare i prezzi sul PSV potrebbe proteggerci dalle speculazioni ed evitare grossi squilibri

  • i fornitori di gas avranno più liquidità, il che permetterà loro di continuare a lavorare senza interruzioni.

     

I contro, invece, sono stati portati sul tavolo da Assoutenti e dal Codacons:

  • verrà a mancare la trasparenza, perché calcolare il prezzo della materia prima a fine mese non darà a chi consuma un’idea corretta di quanto pagherà. Tante persone potrebbero ritrovarsi dei conguagli di un certo livello;

  • in passato, le quotazioni dei prezzi del PSV sarebbero state – sempre secondo Assoutenti e Codacons – più alte di quelle del TTF;

  • cambiare le tariffe ogni mese renderà le bollette ancora più sensibili alla giostra del mercato.

Che impatto ha questa decisione su chi è nel mercato libero?

Sulla carta, nessuno. Molti fornitori del mercato libero hanno già scelto di fatturare le bollette mensilmente – ehm – e i ragionamenti sul prezzo nascono da premesse diverse. Le scelte dell’ARERA però sono sempre un punto di riferimento per gli operatori del settore: stiamo comunque parlando di 7 milioni di forniture. Per fare un esempio concreto, le nostre PCV e QVD sono le stesse definite dall’ARERA e – quando dobbiamo aggiornare i prezzi da proporre sul mercato – teniamo sempre un occhio sulle scelte dell’ARERA. La differenza è che noi blocchiamo il prezzo della materia prima e aggiorniamo la rata ogni anno sulla base dei consumi.

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