11 GIUGNO 2021

 Quanto consuma il condizionatore?

Meno di quanto ti costerebbe trasferirti in Svezia.

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Se ci pensi, quel passo di Antonelli Venditti “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” sembra fatto apposta per descrivere il nostro rapporto con il condizionatore. D’inverno ci dimentichiamo della sua esistenza, anche perché spesso è bianco come il muro. Ma poi arriva l’estate, e puntualmente riscopriamo quell’amore che ci fa battere forte il cuore, soprattutto in previsione dei rincari in bolletta. 

 

“Romantico è romantico. Ma quanto consuma?”

Parecchio. Considera, però, che il consumo totale dipende da diversi fattori. Già solo prendendo in considerazione il condizionatore in sé, l’impatto sulla bolletta varia in base a tre parametri:

  • la classe energetica. Più è vicina alla A (qui puoi chiarirti le idee a riguardo) più il condizionatore sarà efficiente. Le differenze di consumo tra le diverse classi possono essere anche di 200 kWh/anno, quindi, se vuoi comprarne uno, non scendere sotto la A;

  • il modello. Per risparmiare prova a scegliere un condizionatore “inverter” (che permette di regolare il funzionamento in base alla temperatura impostata e mettere in stand-by il condizionatore quando non serve), invece che uno tradizionale (quelli fanno solo accensione e spegnimento);

  • la potenza. Un apparecchio più grande può consumare di più, ma può darsi tu ne abbia bisogno, se gli ambienti della tua casa sono molto grandi. Con un condizionatore di piccole dimensioni risolveresti poco e consumeresti un sacco.

Non è sempre colpa sua

Prima di imputare al tuo condizionatore anche i consumi di Natale del ‘96, sappi che a volte non ha colpe. Forse è solo installato male: come ti abbiamo detto poco fa, rinfrescare l’intera casa con un piccolo condizionatore messo in un angolo non è proprio la strategia migliore da seguire. La causa dei consumi elevati potrebbe anche essere del cattivo isolamento termico di casa: se ci sono molti punti di dispersione, il condizionatore impiegherà più tempo a raggiungere la temperatura giusta. E poi c’è il tempo totale di attività: che te lo diciamo a fare? Accendere il condizionatore per un paio di ore è ben diverso che lasciarlo acceso tutto il giorno, magari quando non sei in casa e vuoi trovarla bella fresca al rientro. Pensaci.

Anche la modalità di funzionamento incide sui consumi. Quella “dry”, che toglie l’umidità, riesce comunque a rinfrescare e consuma meno della modalità “cool”. Deumidificare l’ambiente invece di “condizionarlo”, quindi, è un ottimo modo per raffrescare in modo efficiente.

 

E adesso un po’ di raccomandazioni da nonna

“Mangia, che se no ti sciupi” non è inclusa nella lista, ma ci sono una serie di piccole cose che possono avere un grande impatto sul risparmio energetico del tuo condizionatore. Se pulisci i filtri ogni anno puoi abbattere i consumi fino all’8%, e ti fa anche bene alla salute (un esempio? Eviti la legionella). Ricorda poi che andrebbe sempre collocato in alto, perché l’aria fredda tende a scendere. Evita di metterlo troppo vicino a oggetti come tende o divani, che impediscono all’aria fresca di propagarsi. Infine, non impostare una temperatura polare: la differenza tra esterno e interno non dovrebbe mai superare i sei gradi. Farebbe malissimo ai consumi, e pure a tua nonna.

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