LUCE E GAS
23 ottobre 2026

Cambiare fornitore non sarà stressante quanto traslocare, ma sappiamo per esperienza che può diventare molto frustrante: come fai a capire se un prezzo è troppo alto? E un'offerta può funzionare per il tuo appartamento o è riservata solo a chi ha una villetta a schiera?

Ecco, oggi non riusciamo a rispondere a tutto ma vogliamo partire da un dubbio che vediamo spesso in giro: che cos’è la “quota fissa”?

Continua a leggere per scoprirlo.


Partiamo dalle definizioni: cos’è la quota fissa, per un fornitore?

La quota fissa è l’equivalente del mercato libero della PCV (prezzo di commercializzazione e vendita delle forniture luce) e della QVD (quota vendita al dettaglio del gas). Si tratta, nella pratica, di una cifra che permette al fornitore di coprire i costi di gestione che affronta per fare tutto quello previsto dal contratto: inviare le fatture, assicurarsi che i tuoi pagamenti siano in regola, fornirti assistenza quando ne hai bisogno e così via.

Ma cosa cambia tra PCV e QVD e “quota fissa”? Nel primo caso, si tratta di voci il cui valore è definito dall’ARERA e può essere applicato solo ai contratti che si trovano in una forma di mercato tutelato (come quelli pensati per le persone over 75). La “quota fissa”, invece, cambia di fornitore in fornitore: è l’unica altra voce, insieme al prezzo dell’energia, che può essere definita da chi l’energia la vende – per esempio noi.


Un chiarimento: la quota fissa e la rata fissa non sono la stessa cosa

Meglio non dare nulla per scontato: la quota fissa e la rata fissa sono due cose molto, ma molto diverse.

La quota fissa è solo una componente della bolletta e cambia quando scadono le tue condizioni contrattuali.

La rata fissa, invece, tiene conto di tutte le voci di costo che devi pagare nella bolletta, compresa la quota fissa. A differenza della bolletta a consumo, però, questa cifra viene spalmata su 12 mesi e, dopo un anno, viene ricalcolata sui nuovi consumi e sui costi fissi aggiornati dall’ARERA – voci il cui significato che approfondiremo tra poco.


Quota fissa, quota energia e quota potenza: che cambia?

Si tratta di 3 voci che coprono costi diversi. Della quota fissa abbiamo già parlato, quindi passiamo alle altre due:

  • quota energia: è, per farla semplice, il costo dell’energia moltiplicato per i tuoi consumi. Nella nostra bolletta la troverai indicata nella sezione “Quota per consumi” come “spesa per la vendita di energia elettrica” o “spesa per la vendita di gas naturale”. Viene calcolata sui kWh o sugli Smc che hai consumato

  • Quota potenza: è un costo che si paga solo nelle bollette della luce, è definito dall’ARERA e si paga in proporzione alla potenza impegnata del tuo contatore, a prescinde da quanta energia hai usato. Più alta è la potenza impegnata del contatore, più alta sarà la quota potenza finale che pagherai.


Dove trovi la quota fissa nella bolletta?

Normalmente, trovi la quota fissa dentro la sezione chiamata “Scontrino dell’energia”. Per aiutare la lettura, l’ARERA ha chiesto ai fornitori di separarla dalla “quota per consumi”. Attenzione però: in quella sezione, la nostra quota fissa mensile – cioè quella che noi blocchiamo per tutta la durata del contratto – è quella riferita alla “spesa per la vendita di energia elettrica/gas naturale”.


E quando guardi un’offerta?

Di regola, dovresti trovarla sempre accanto al prezzo della materia prima e dovrebbe essere riportata come valore annuo.

Alcuni fornitori riportano il valore mensile ma, teoricamente, non potrebbero farlo.

Se non trovi la quota fissa o hai bisogno di scavare un po’ nelle condizioni di fornitura, noi ti consigliamo di fare attenzione: è difficile che un fornitore non preveda di farti pagare la sua quota fissa, quindi fidati il giusto.

 

Costi fissi nelle bollette: di che si tratta?

Come accennavamo, l’ARERA prevede dei “costi fissi” per ogni bolletta: non dipendono dal fornitore, che si limita a calcolarli e fatturarli, e l’ARERA si riserva di aggiornarli ogni 3 mesi. Questo vuol dire che la modifica non scatta in automatico ogni 3 mesi, ma l’ARERA tiene questa finestra per recepire i cambiamenti del mercato dell’energia e possibili direttive governative.

Nello specifico, questi costi fissi sono:

  • la spesa per la rete e per gli oneri generali di sistema, cioè tutti quei costi che servono a tenere in piedi la rete che trasporta l’energia fino a casa, gli investimenti sulle energie rinnovabili e forme di supporto come il bonus sociale

  • IVA e accise, cioè tasse che paghiamo normalmente su prodotti e servizi.

Le spese per la rete e per gli oneri di sistema prevedono una parte fissa, uguale di bolletta in bolletta al netto degli aggiornamenti, e una parte proporzionale ai consumi. Le accise, invece, vengono calcolate solo sulla base dei consumi. L’IVA, invece, è il risultato di un conteggio fatto in proporzione all’intero valore della bolletta.


E quanto pesano i costi fissi sulle bollette?

Se parliamo dei costi fissi decisi da ARERA, questi compongono almeno metà della bolletta. Non è detto che sia sempre così, però: in casi del tutto eccezionali – vedi il 2020 o la fine del 2022 – il costo della materia prima sul mercato varia così tanto da condizionare l’impatto dei costi fissi sulla bolletta.

Se prendiamo la crisi energetica del 2022, per esempio, il Governo fu costretto ad abbassare in modo drastico i costi fissi per compensare l’aumento prima del gas e poi della luce.

La quota fissa non rientra in questo calcolo perché, come dicevamo prima, è definita dal fornitore. Il fatto che non sia un valore “unico” per il mercato non permette di dire in anticipo quanto questa cifra peserà sulla tua bolletta.

Quello che possiamo dire è che, se i tuoi consumi sono molto bassi, il valore della quota fissa nella bolletta salterà subito all’occhio: anche se il tuo consumo è 0 kWh o 0 Smc, infatti, la quota fissa sarà sempre una spesa che dovrai sostenere.

 

“Ci sono differenze nei costi fissi tra prima e seconda casa?”

Di nuovo, facciamo una piccola distinzione.

Se parli della quota fissa, non cambia assolutamente nulla: i fornitori – a meno di offerte molto specifiche – tendono a far pagare la stessa cifra sia a chi ha una tariffa domestico residente (quella che dovresti avere per la prima casa) sia a chi ha una tariffa da non residente (cioè la tariffa per le seconde case).

Per quanto riguarda i costi ARERA, invece, le due tariffe hanno un bel po’ di differenze:

  • canone RAI: lo paga solo chi ha una tariffa domestico residente (a meno che non ci invii l’esenzione, autocertificata sul sito dell’Agenzia delle entrate)

  • Quota ASOS: per le forniture non residenti, il valore è più alto del corrispettivo per le forniture domestico residente

  • Agevolazioni sulle accise: sono previste solo per i contatori delle forniture domestico residente con una potenza pari o inferiore a 3 kW.

 

“Come faccio a confrontare le offerte, partendo dalla quota fissa?”

Ottima domanda. Intanto, possiamo dirti che la quota fissa viene spesso definita in base al prezzo della materia prima: ogni fornitore ha la sua strategia rispetto a quello che il mercato propone, quindi usa le uniche due variabili per costruire delle offerte non solo economicamente sostenibili ma anche, idealmente, attraenti per te.

Spesso, un fornitore alza la quota fissa per poter abbassare di molto il prezzo della materia prima. Questa cosa, se hai seguito i ragionamenti fatti prima, è una mossa che avvantaggia molto chi consuma di più ma potrebbe rivelarsi sconveniente per una seconda casa, dove i consumi dovrebbero – teoricamente – essere più bassi.

Oppure, prendendo per esempio le offerte variabili, un fornitore potrebbe scegliere di avere una quota fissa poco più bassa della media per aggiungere uno spread (cioè il ricarico del fornitore) più alto dei competitor, sperando di guadagnare di più dai tuoi consumi.

Insomma, guardare la quota fissa da sola non basta veramente a capire se un’offerta è migliore delle altre. Quello che possiamo consigliarti noi è di capire cos’è più comodo per te a partire da qualche semplice domanda: il tuo consumo annuo è più o meno prevedibile? Sai già quanto tempo passerai a casa? Preferisci bloccare il prezzo per un paio di anni o seguire l’andamento del mercato con un’offerta variabile?

Se vuoi chiederci qualcosa, sai dove trovarci.