Nei fatti, PUN e PSV cambiano anche ogni minuto. La differenza importante per te, però, è il metodo di calcolo applicato dal tuo fornitore ai consumi di uno specifico periodo.
Ma cosa influenza il valore di PUN e PSV nel tempo? La spiegazione più brutalmente onesta è che sono soggetti, come ogni bene limitato nel sistema capitalistico, alla legge della domanda e dell’offerta. Se un bene è molto richiesto ma anche molto disponibile, il suo costo rimarrà basso. Se invece un bene molto richiesto inizia a scarseggiare, il suo costo si alzerà. A influenzare la disponibilità di un bene può essere la richiesta stessa o eventi “esterni”.
Nel primo caso, prendiamo quello che è successo durante il lockdown del 2020: per mantenere le misure pandemiche, la società ha rallentato molto, comprese industrie e attività energivore. La domanda di energia, quindi, è scesa drasticamente e questo ha portato a un grosso abbassamento dei prezzi.
Per quanto riguarda gli "eventi esterni”, invece, prendiamo come esempio l’invasione russa dell’Ucraina: le sanzioni europee hanno limitato il commercio di gas, da cui l’Europa dipendeva per il 40% delle proprie importazioni. Ad agosto 2022, l’idea che i membri dell’Unione non sarebbero riusciti a riempire i serbatoi in tempo per l’inverno aveva messo in allarme i mercati di scambio, che avevano fatto alzare tantissimo il prezzo del gas – e della luce.
Come dicevamo, i prezzi sui mercati all’ingrosso – specialmente quello della luce – cambiano quasi ogni minuto, proprio per tenere conto di tutti questi stimoli del mercato. Per raggiungere il valore finale di ogni mese, quindi, i fornitori possono scegliere di calcolare una media mensile dei prezzi, oppure possono scegliere di applicarti la media giornaliera di ogni giorno fatturato o, ancora, la media mensile oraria (caso più probabile per chi ha delle offerte multiorarie).