PARLIAMONEN
04 giugno 2026

Se la cosa che ti spaventa di più del mondo dell’energia sono i suoi millemila acronimi, sei in ottima compagnia. Ti sveleremo un segreto, però: non c’è bisogno di conoscerli tutti. Già sapere cosa sono il PUN, il PSV e lo spread può aiutare molto a orientarsi nella giungla dei fornitori.

E se non hai idea di cosa stiamo parlando, siamo qui per spiegartelo.


Intanto, cosa sono PUN e PSV?

Il PUN e il PSV sono, rispettivamente, l’indice di riferimento del prezzo della luce e del gas per il mercato italiano dell’energia.

Il PUN, che sta per Prezzo Unico Nazionale, dal 1° gennaio 2025 è stato sostituito dal PUN Index GME (Gestore Mercati Energetici): il suo valore viene calcolato ogni giorno tenendo conto di quanta energia viene scambiata nelle varie zone d’Italia, facendo una media della domanda di tutte le aree geografiche. Il prezzo dell’energia, espresso in €/kWh, viene definito il giorno prima rispetto al momento in cui l’energia “arriva” al tuo contatore e considera intervalli di tempo da 15 minuti. Da questi valori si calcola anche il PUN orario e quelli delle tre fasce orarie (F1, F2 ed F3) applicati da alcune offerte.

Il PSV, invece, sta per Punto di Scambio Virtuale ed è l’equivalente del PUN per il gas. Utilizziamo questo indice da fine 2022. Anche in questo caso si tratta di una media del costo a cui i fornitori comprano il gas all’ingrosso in Italia ed è suscettibile del rapporto tra la domanda e l’offerta. Questo valore giornaliero si chiama “PSV Mid” ed è espresso in €/Smc.


Ogni quanto si aggiornano PUN e PSV?

Nei fatti, PUN e PSV cambiano anche ogni minuto. La differenza importante per te, però, è il metodo di calcolo applicato dal tuo fornitore ai consumi di uno specifico periodo.
  
Ma cosa influenza il valore di PUN e PSV nel tempo? La spiegazione più brutalmente onesta è che sono soggetti, come ogni bene limitato nel sistema capitalistico, alla legge della domanda e dell’offerta. Se un bene è molto richiesto ma anche molto disponibile, il suo costo rimarrà basso. Se invece un bene molto richiesto inizia a scarseggiare, il suo costo si alzerà. A influenzare la disponibilità di un bene può essere la richiesta stessa o eventi “esterni”.

Nel primo caso, prendiamo quello che è successo durante il lockdown del 2020: per mantenere le misure pandemiche, la società ha rallentato molto, comprese industrie e attività energivore. La domanda di energia, quindi, è scesa drasticamente e questo ha portato a un grosso abbassamento dei prezzi.

Per quanto riguarda gli "eventi esterni”, invece, prendiamo come esempio l’invasione russa dell’Ucraina: le sanzioni europee hanno limitato il commercio di gas, da cui l’Europa dipendeva per il 40% delle proprie importazioni. Ad agosto 2022, l’idea che i membri dell’Unione non sarebbero riusciti a riempire i serbatoi in tempo per l’inverno aveva messo in allarme i mercati di scambio, che avevano fatto alzare tantissimo il prezzo del gas – e della luce.

Come dicevamo, i prezzi sui mercati all’ingrosso – specialmente quello della luce – cambiano quasi ogni minuto, proprio per tenere conto di tutti questi stimoli del mercato. Per raggiungere il valore finale di ogni mese, quindi, i fornitori possono scegliere di calcolare una media mensile dei prezzi, oppure possono scegliere di applicarti la media giornaliera di ogni giorno fatturato o, ancora, la media mensile oraria (caso più probabile per chi ha delle offerte multiorarie).


Come incidono questi indici sulla tua bolletta?

Intanto, questi indici hanno un impatto sulle tue bollette solo se hai un contratto che segue l’andamento del PUN e del PSV, come quello previsto dalla nostra offerta variabile. In quel caso, l’importo che paghi ogni mese verrà calcolato così: prenderemo i consumi del periodo fatturato, li moltiplicheremo per il PUN o il PSV di quello specifico periodo e applicheremo la nostra quota fissa. Una volta ottenuto questo valore, calcoleremo anche tutti i costi fissi previsti per ogni fornitore.


Il costo dell’energia corrisponde sempre a PUN e PSV? Ecco lo spread

Come puoi intuire dal titolo, non sempre paghi il costo dell’energia “in purezza”. Molti fornitori, infatti, applicano al PUN e al PSV un sovrapprezzo fisso che si chiama “spread”: questo termine rappresenta il margine di guadagno di chi offre uno specifico servizio (niente a che vedere con bond tedeschi e crisi del 2011). Anche le banche, per esempio, applicano uno spread quando calcolano il tasso finale che viene applicato al tuo mutuo. 


Come funziona lo spread per le offerte indicizzate

Lo spread funziona in un modo tutto sommato semplice: si somma al PUN o al PSV, creando il prezzo finale che pagherai sui tuoi consumi. 

“Ma è legale questa cosa?” Certo. PUN e il PSV, infatti, hanno lo stesso valore sia per te che per il fornitore che li acquista all’ingrosso: se non applicasse lo spread, il fornitore otterrebbe tutto il suo ricavo solo dalla cosiddetta “Quota fissa”. Se stai pensando di attivare un’offerta variabile, lo spread va assolutamente considerato per confrontare correttamente le offerte.

Se può darti un po’ di sollievo, noi abbiamo deciso di non applicare nessuno spread alla nostra offerta variabile. Lo facciamo perché vogliamo essere un po’ più convenienti di altri fornitori? In tutta onestà, sì. Questo però ha un altro risvolto positivo sulle tue bollette: le voci di costo sono esattamente quelle che riportiamo, senza costi nascosti o altri sotterfugi.

In ogni caso, quando attivi una nuova offerta il fornitore deve sempre dirti in modo chiaro qual è il valore dello spread che applicherà alla tua bolletta.


Offerte indicizzate: cosa controllare prima di scegliere

Prima di sottoscrivere un nuovo contratto, le cose da confrontare tra le offerte variabili sono queste:

  • Quant’è lo spread? Deve essere scritto chiaramente, altrimenti il rischio di costo nascosto è molto alto

  • Quant’è la quota fissa? E più o meno alta rispetto al fornitore che sto prendendo in considerazione?

  • Il fornitore mi farà pagare sia spread che quota fissa?

  • Ti conviene di più un’offerta monoraria o a fasce? Dipende da quando usi gli elettrodomestici

  • Ci sono altri costi? Cauzioni, penali e simili sono sempre da tenere sott’occhio.

Tolta la questione dei costi, ci sono altre cose che dovresti sempre considerare in un fornitore:

  • Fa tutto in digitale?

  • Ha un servizio clienti che posso raggiungere facilmente?

  • Mi aiuta a capire cosa sto pagando?

  • Vende energia da fonti rinnovabili e compensa le sue emissioni di gas?

  • Ha delle buone recensioni?

Insomma, ci sono tante cose da tenere a mente ma speriamo di averti dato una guida esaustiva.