BELLA DOMANDA
22 gennaio 2026

In più di un’occasione abbiamo detto che la parola “sostenibilità” è ormai talmente abusata da essersi svuotata di significato. È la fine che fanno le parole quando per moda, opportunità o ignoranza circolano a sproposito: la gente non ne può più di ascoltarle (“resilienza” ti ricorda niente?). 

Il fatto, però, è che certi temi sono troppo importanti per essere legati alla popolarità delle parole che li rappresentano, e la sostenibilità è decisamente uno di questi. Visto che te l’abbiamo già spiegata in mille salse noi, stavolta abbiamo chiesto l’aiuto da casa per rafforzare il concetto: ce lo ha dato, gentilmente, Federica Gasbarro – biologa, esperta di sostenibilità e divulgatrice. Le abbiamo chiesto qualche notizia fresca e un po’ di consigli utili per stare al passo usando fonti attendibili. E non stancarci di ripetere certe parole.


Raccontaci quella che secondo te è la notizia sulla transizione energetica più interessante degli ultimi tempi.

Se dovessi scegliere un progetto che sta davvero cambiando le regole del gioco in questo 2026 non guarderei alla produzione di energia, ma al suo stoccaggio. Per anni il litio è stato “l’oro bianco”, ma con enormi problemi geopolitici ed etici (estrazione in aree fragili, scarsità, eccetera). 

Per me, la vera svolta sono le batterie agli ioni di sodio (dette “sodium-ion”). Il sodio è ovunque (basti pensare al sale da cucina), costa una frazione del litio e non richiede cobalto o nichel. Questo significa che possiamo elettrificare i trasporti e stabilizzare le reti rinnovabili senza dipendere da filiere estrattive critiche. 


Ci aiuteresti a smontare qualche luogo comune sulla sostenibilità, uno di quelli che magari crea pregiudizi negativi nelle persone?

"La sostenibilità è un lusso (e un sacrificio)". 
Questo è il pregiudizio più duro a morire ed è quello che allontana da questi temi chi fatica ad arrivare a fine mese. Dobbiamo ribaltare la narrazione: la transizione ecologica è la più grande manovra di risparmio economico della storia. 

Secondo il report LCOE (Levelized Cost of Energy) di Bloomberg NEF e IEA, oggi le energie solare ed eolica sono le fonti di elettricità più economiche per i due terzi della popolazione mondiale. Vale lo stesso se parliamo di acquisti: comprare di seconda mano è molto economico e grazie al "cost per wear" (il costo per usura) anche abiti con una filiera più sostenibile, che di norma hanno un prezzo più alto (e direi giusto, siamo noi ad aver fatto il callo a prezzi troppo bassi e non veritieri), in realtà non costano tanto. Idem per un'alimentazione più vegetale: carne e pesce costano, legumi e cereali non così tanto.  
In realtà non è la sostenibilità a costare, è l'inazione. I costi dei disastri climatici sulle filiere alimentari (che alzano i prezzi del cibo) e sulla salute pubblica sono enormemente più alti del costo di installare pompe di calore o pannelli fotovoltaici. 
Poi c'è questo mito del sacrificio, mangiare meno carne o usare la bici non sono privazioni, ma scelte che migliorano la salute cardiovascolare e riducono l'infiammazione. La sostenibilità è efficienza, non rinuncia.


Da divulgatrice quale sei, avrai di sicuro delle fonti attendibili da cui attingere: cosa consiglieresti di leggere, ascoltare, seguire, fare a chi vuole approfondire o farsi una cultura più ampia sui temi che tratti? 

Per i dati puri: Our World in Data. È il sito migliore al mondo per vedere le serie storiche su emissioni, energia e povertà. 
Per l'aggiornamento tecnico: i report della IEA (International Energy Agency), in particolare il World Energy Outlook. Se lo leggi, capisci dove sta andando il mondo prima che succeda. 
Per approfondire la complessità: i podcast della BBC o The Energy Gang (in inglese) o, per l'Italia, le analisi di ISPI sul nesso tra energia e geopolitica. 
Per approfondire si possono leggere i "Summary for Policymakers" dell'IPCC. Sono le sintesi dei rapporti sul clima scritte apposta per essere capite da chi deve decidere. Se li leggiamo noi, possiamo pretendere che lo facciano anche i politici. Poi ci sono tanti ottimi siti come Icona ClimaRinnovabili.itLifegate e Due Gradi.


Bonus: sei imperatrice dell’universo per un giorno. Qual è la prima cosa che faresti?

Se avessi il potere assoluto per 24 ore, istituirei “l'Alfabetizzazione Climatica Universale e Obbligatoria”. 
Non parlo solo di una lezione a scuola, ma di un piano globale di formazione scientifica per ogni ordine e grado, dai consigli d'amministrazione delle multinazionali ai piccoli comuni. Sognando dei superpoteri, come seconda cosa porterei a zero emissioni tutto il possibile. 
Se ogni persona comprendesse davvero cosa significa contaminare, cosa sono gli PFAS, quanto sono importanti organismi e animali che neanche conosciamo per principi attivi alla base di farmaci o mille altre cose che ci facilitano la vita, se avessimo tutti una base di termodinamica, conoscessimo il ciclo del carbonio e il concetto di feedback positivo, non avremmo più bisogno di fare attivismo. La resistenza al cambiamento crollerebbe davanti all'evidenza dei fatti. La conoscenza è l'unico anticorpo contro l'indifferenza.