LUCE E GAS
14 marzo 2024

Facciamo un piccolo esercizio di fantasia. Immagina una casa vuota, di quelle dove vai in vacanza giusto per qualche mese all’anno. La vedi, sì? È una casetta piccola, un bilocale tranquillo. Okay, puoi metterla in montagna se vuoi ma non è questo il punto.

Quello che vogliamo chiederti è: immagina la sua bolletta nei mesi in cui non ci va nessuno. Quanto sarà? Poco, corretto. Ora, non sappiamo esattamente quanto – va bene lavorare con l’energia, ma qui ci vorrebbero i superpoteri – però c’è una cosa che possiamo dirti. Anche se la sopracitata casa non consuma nulla, le bollette non potranno mai essere 0 €. Perché? Continua a leggere per scoprirlo.


Ci sono cose che non puoi cambiare

Dura verità, soprattutto con le bollette. Pensare però che il costo di una bolletta dipenda solo e soltanto dal prezzo della materia prima è un errore piuttosto comune. Dentro ogni fattura – comprese le nostre – vedrai che i costi sono divisi in diverse voci tra cui “Trasporto e contatore” o “Imposte”. Questi, in gergo, si chiamano costi fissi e sono tasse uguali per ogni fornitore perché decise dall’ARERA, che le aggiorna ogni tre mesi. Alcune sono proporzionali ai consumi, mentre altre hanno una quota fissa. Andiamo a vedere di che si tratta.

Per la luce:

  • spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore: se la prima è una voce abbastanza autoesplicativa, con la seconda si intendono tutte le attività di controllo, lettura e manutenzione dei contatori fatte dai distributori. Questa tassa comprende una parte fissa e una parte variabile, che dipende dai consumi;
  • gli oneri di sistema: una spesa che serve a coprire “obiettivi collettivi”, come il bonus sociale o lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per le forniture “domestico residente”, gli oneri sono tutti proporzionali al consumo. Per le forniture “domestico non residente”, invece, alla parte variabile si unisce una quota fissa uguale a prescindere dalla zona geografica;
  • l’IVA: anche quella si calcola in percentuale in base ai consumi.
     

Per il gas:

  • spesa per il trasporto del gas e la gestione del contatore: proprio come dicevamo per la luce;
  • gli oneri di sistema: stessi obiettivi degli oneri della luce, ma senza differenze tra fornitura “residente” e “non residente” perché nel gas non è prevista;
  • l’IVA: anche quella si calcola in percentuale in base ai consumi;
  • l’imposta di consumo: meglio conosciuta come “accisa”, uguale per chiunque;
  • l’addizionale regionale: una quota fissa che cambia in base alla regione in cui si trova la fornitura.

Nel momento in cui scriviamo, tutti questi costi compongono il 46% della bolletta di un cliente tipo luce e il 48% della bolletta di un cliente tipo gas. Se ti sembra tanto è per che lo è: lungi da noi dire che siano costi esagerati ma certo evidenzia una cosa interessante, cioè che il prezzo della materia prima conta fino a un certo punto. Un fatto utile da tenere in mente quando certi fornitori un po’ spregiudicati ti dicono che il loro prezzo è “super-iper-maxi conveniente”.


I consumi, invece

Quelli sì che possono darti una mano con la bolletta, e il motivo puoi facilmente immaginarlo. Il prezzo della materia prima conta, certo, ma di fatto sarà sempre il modo in cui usi l’energia a determinare più della metà di quello che trovi nelle bollette (considerato che molte tasse sono proporzionali ai consumi). Ora, non è che gli elettrodomestici siano tutti uguali: alcuni sono sempre in funzione, come il frigo, e altri consumano solo quando accesi o utilizzati – vedi la lavatrice, per esempio. Anche sugli elettrodomestici, poi, vanno fatte delle distinzioni.

Non tutti, infatti, sono efficienti allo stesso modo. Certi modelli vengono progettati in modo da avere alte prestazioni consumando poca energia, o comunque meno rispetto ai loro “colleghi” più anziani o di fasce più basse. Per determinare l’efficienza di un elettrodomestico esiste una scala chiamata “classificazione energetica”, che certifica certi standard di produzione. Il sistema divide gli elettrodomestici in fasce che vanno da A a G, dove A è il non plus ultra dell’efficienza e G è quella che consuma di più. Se in giro hai visto elettrodomestici di classe A+ o A+++ è perché fanno riferimento a una vecchia classificazione. Tra il 2021 e il 2022, infatti, l’Unione europea ha approvato un aggiornamento delle etichette energetiche europee, in modo da mettere ordine tra i diversi gradi di efficienza che gli elettrodomestici hanno raggiunto negli anni.

Ora, sappiamo bene che cambiare un elettrodomestico non è semplice. Non è una scelta economica banale e può sembrare uno spreco, soprattutto se l’aggeggio fa ancora il suo lavoro. Quello su cui puoi intervenire, allora, sono i tuoi comportamenti. Su questo fronte, abbiamo pensato noi a darti una mano con qualche consiglio utile. Se hai NeN, ti basterà compilare il profilo energetico dall’app: ti chiederemo com’è fatta casa tua, quali elettrodomestici hai e altre informazioni necessarie per valutarli e tarare i nostri consigli sulla tua situazione. Se poi hai un contatore 2G, c’è un’altra cosa che possiamo fare per aiutarti a cambiare abitudini.


Comincia dalle Basi

Il nostro servizio di monitoraggio che raccoglie i dati inviati dal tuo contatore, li combina a quelli che ci hai dato tu e cerca di capire quali elettrodomestici pesano di più sui tuoi consumi e, quindi, sulla tua bolletta. Non c’è trucco e non c’è inganno: nella tua Fonte energetica troverai i dati del mese precedente elaborati e divisi per categorie di attività. Lavatrice e lavastoviglie andranno dentro “Lavare”, così come il computer fisso o la TV andranno dentro “Elettronica”. Le analisi delle Basi organizzeranno i consumi in un podio, che ti mostrerà le tre categorie che hanno avuto più impatti sulla tua bolletta.

Potrai anche vedere com’è andato il consumo dello scorso mese giorno per giorno, di settimana in settimana o tra i giorni feriali e i festivi. Potrai confrontare anche i mesi o i trimestri, così da capire esattamente dove va a finire la tua energia nel tempo.

Così sarà più semplice capire dove partire per usarla meglio, quell’energia.