30 LUGLIO 2021

Produciamo abbastanza energia rinnovabile in Italia?

Per chi non ama la suspense: la risposta è “no”.

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Anche se ci piacerebbe poter dire il contrario, la produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia non può ancora coprire l’intero fabbisogno nazionale. Secondo l’ultimo rapporto disponibile del GSE (il Gestore Servizi Energetici) la produzione lorda di energia elettrica dalle rinnovabili è pari a 115,8 TWh e rappresenta il 39,4% dell’intera produzione nazionale. È pur sempre in leggera crescita rispetto al 2018 (+1,3%), ma rappresenta solo il 35% dell’intero consumo interno lordo di energia.

In parole povere: la strada da fare è ancora parecchia.

 

Qualche bella notizia

Pur essendo ancora lontani dalla meta, abbiamo fatto qualche passo avanti: sempre rispetto al 2018 ci sono stati degli aumenti di produzione di energia eolica (+14%), solare fotovoltaica (+4,6%) e bioenergie (+2,1%). Queste ultime, di cui non ti avevamo ancora parlato, sono tutte quelle prodotte da biomasse, bioliquidi e biogas. L’energia geotermica (- 0,5%) e quella idroelettrica (-5,1%) hanno registrato una flessione.

Nonostante questo, la fonte che ha dato il maggior contributo alla produzione da rinnovabili è stata proprio quella idroelettrica, che ha rappresentato il 40% della produzione totale: è seguita dalla solare (20,4%), dall’eolica (17,4%), dalle bioenergie (16,9%) e da quella geotermica – prodotta sfruttando il calore negli strati profondi della crosta terrestre (5,2%).

La crescita non basta, non ancora

La produzione da rinnovabili, come avrai capito, procede costante ma timida. In Italia facciamo ancora troppo affidamento sulle fonti non rinnovabili e abbiamo anche un primato davvero poco invidiabile: siamo il primo importatore di energia elettrica al mondo. Compriamo parte di questa energia dai nostri cugini d’oltralpe, i francesi, e dalle loro centrali nucleari. Per dirla usando la retorica calcistica del nostro collega Enrico, “possiamo dare di più: ce lo chiede il mister, ce lo chiedono i tifosi”. Se salvaguardare l’ambiente non è già un buon motivo, eccone un altro: aumentando la produzione nazionale da fonti rinnovabili raggiungeremmo presto l’indipendenza energetica, cosa che diminuirebbe il costo dell’energia e le imprecazioni sulle bollette.

Una domanda sorge spontanea

Qual è la fonte rinnovabile più conveniente tra solare, idroelettrica, eolica, bioenergie e geotermica? Anche se l’energia idroelettrica – come abbiamo visto – va per la maggiore, sta diventando sempre più complesso costruire nuovi impianti: spesso l’impatto sul territorio non è indifferente. Dare una risposta esaustiva è difficile – e anche un po’ approssimativo – ma, a oggi, la soluzione più praticabile sembra l’eolico, con impianti offshore (cioè in mare aperto). Secondo l’Associazione nazionale energia e vento (ANEV), questa soluzione garantirebbe una produzione stabile di energia, ma i costi di manutenzione sono ancora alti (per approfondire, guarda questo post di Will). Nonostante tutto, l’eolico offshore resta una delle strade più percorribili. Gli impianti in mare aperto potrebbero avere dimensioni maggiori di quelli a terra (e produrre più energia), l’impatto ambientale delle turbine sarebbe minore e si tratterebbe di impianti circolari: già da tempo, infatti, i materiali e le costruzioni in questione sono pensati per essere riutilizzabili. 

Un tema così affascinante e complesso, insomma, che ci toccherà scrivere un articolo dedicato. Lo faremo presto.  

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