Il primo e più evidente vantaggio del ferrovoltaico è la possibilità di produrre energia rinnovabile senza dover destinare nuove superfici alla realizzazione di impianti solari. La rete ferroviaria è già lì, sdraiata al sole, con buona pace del consumo di suolo. Non è un aspetto da poco, considerata la potenzialità di un impianto del genere e, di conseguenza, lo spazio fisico che va a occupare.
Poi ci sono i vantaggi per il gestore della rete ferroviaria, che potrebbe utilizzare l'elettricità prodotta per alimentare alcune infrastrutture e, in prospettiva, contribuire all'energia del sistema ferroviario. Per non parlare dei centri abitati lungo la linea: la rete ferroviaria è, per definizione, diffusa sul territorio e la lista di posti che potrebbero beneficiare di una maggiore presenza di energia green, distribuita col contributo della rete, diventerebbe corposa.
Come ogni cosa, anche il ferrovoltaico ha i suoi limiti. Polvere e detriti sulla rete, per esempio, possono ridurre l'efficienza dei pannelli; vibrazioni, riflessi, temperature e le sollecitazioni meccaniche a cui i binari sono sottoposti costantemente, poi, potrebbero rappresentare un ostacolo non da poco. Ultimo, ma non ultimo, un impianto del genere – per quanto funzionale – può interferire con la sicurezza e la regolarità della circolazione dei treni.