Una nota ✏️ Nella prima versione di questo articolo abbiamo parlato del litio come di una terra rara: si tratta di un errore, che abbiamo corretto. Grazie a chi ce l’ha segnalato.
Che le rinnovabili galoppino, in Europa e non solo, è un fatto: stiamo installando sempre più impianti – nel 2026 abbiamo raggiunto 3 terawatt di potenza solare installata – e le batterie stanno migliorando la loro capacità di immagazzinamento.
Quest’ultima cosa è piuttosto importante, dato che il problema principale delle rinnovabili è la loro intermittenza, cioè l’incapacità di produrre energia in modo continuato. Con le batterie, infatti, l’energia prodotta in eccesso può essere messa da parte e utilizzata la notte o quando non c’è vento. Uno dei loro problemi principali, però, è che per farle serve il litio, un metallo disponibile solo in alcune regioni del mondo. Questa cosa lo rende un materiale molto prezioso.
Come abbiamo potuto vedere con gas e petrolio, infatti, avere a che fare con un monopolio può complicare non poco la nostra indipendenza energetica.
All’orizzonte, però, è apparsa una potenziale soluzione: le batterie agli ioni di sodio. Vediamo di che si tratta.