Che le rinnovabili galoppino, in Europa e non solo, è un fatto: stiamo installando sempre più impianti – nel 2026 abbiamo raggiunto 3 terawatt di potenza solare installata – e le batterie stanno migliorando la loro capacità di immagazzinamento.
Quest’ultima cosa è piuttosto importante, dato che il problema principale delle rinnovabili è la loro intermittenza, cioè l’incapacità di produrre energia in modo continuato. Con le batterie, infatti, l’energia prodotta in eccesso può essere messa da parte e utilizzata la notte o quando non c’è vento. Uno dei loro problemi principali, però, è che per farle serve il litio, una cosiddetta “terra rara”. L’aggettivo scelto non è casuale: oltre a essere un materiale finito, i giacimenti di litio sono pochi e ben concentrati in alcune regioni della Terra.
Come abbiamo potuto vedere con gas e petrolio, avere a che fare con un monopolio può complicare non poco la nostra indipendenza energetica.
All’orizzonte, però, è apparsa una potenziale soluzione: le batterie agli ioni di sodio. Vediamo di che si tratta.