Non dobbiamo andare così lontano, alla fine, per parlare di geotermia, anzi. La prima produzione di elettricità da fonte geotermica al mondo avvenne nel 1904, a Larderello, in Toscana, seguita dalla prima centrale geotermica commerciale nel 1913. La regione, da allora, resta il cuore della geotermia elettrica italiana.
Secondo ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), l’Italia dispone oggi di circa 916 MW di capacità geotermoelettrica installata e produce circa 5,7 TWh di elettricità all’anno, concentrata soprattutto in Toscana. Ma il potenziale non finisce con le grandi centrali: la geotermia a bassa entalpia è molto più diffusa e può essere utilizzata per riscaldamento, raffrescamento, agricoltura, industria e altri impieghi.
Il vero futuro, quindi, potrebbe essere proprio ampliare il modo in cui utilizziamo il calore che abbiamo sotto i piedi. Nuove tecnologie, come i sistemi geotermici avanzati (EGS), puntano a sfruttare risorse che oggi sono difficili da raggiungere, ampliando enormemente il numero di territori potenzialmente interessati.