LUCE E GAS
17 febbraio 2024

Per passare a NeN ci vogliono 5 minuti e una bolletta, è vero, ma i tempi tecnici per migrare dal tuo vecchio fornitore a noi sono soggetti alla tanto amata burocrazia, e vanno dai 30 ai 60 giorni. Un periodo in cui tu torni serenamente a pensare ai fatti tuoi e noi ci occupiamo di “smazzare” le scartoffie: può capitare, però, che anche tu in quei giorni abbia qualche noia.

La prima: il tuo ex fornitore

Potrebbe scriverti, chiamarti, farti segnali di fumo, mandarti cioccolatini per convincerti a tornare sui tuoi passi. È una strategia di stalking, ehm, marketing nota come “win back” – cioè un modo per provare a recuperare la tua fiducia – che in genere si concretizza con un corposo sconto o comunque con una proposta all’apparenza molto conveniente. Ti consigliamo di valutarne attentamente i dettagli, perché a volte ha un aspetto più attraente del suo contenuto.

Puoi ricevere questo genere di offerte solo sei hai dato il consenso al tuo precedente fornitore di contattarti per fini promozionali: se dovessi ricevere queste proposte, ma non hai mai rilasciato il permesso affinché questo avvenisse, puoi dirlo al Garante per la privacy – che potrebbe sanzionare il tuo ex fornitore.



La seconda: i call center 

Uno dei nostri temi preferiti, tant’è che ci abbiamo fatto anche una rubrica sui social dal titolo “Golden balls”. Quando passi da un fornitore all’altro (succede anche in altri settori, come la telefonia), può capitare che il tuo numero diventi improvvisamente un ricettacolo di chiamate indesiderate dai call center di mezzo mondo, pronti a proporti offerte più o meno convenienti, e più o meno vere. A volte queste telefonate si spingono al limite dell’assurdo, con operatori e operatrici pronti a giurarti sulle loro madri che con noi spenderai il triplo, o che il tuo contatore non supporta il nostro servizio, o ancora che hai un problema tecnico che puoi risolvere solo con loro. La lista è lunga.

Naturalmente non tutti i call center mentono, molti provano semplicemente a farti la loro offerta, ma la domanda è: dove hanno preso il tuo numero? È probabile che, in passato, tu abbia autorizzato qualche azienda a trattare i tuoi dati personali e cederli a terzi, cioè ad altre aziende o società di promozione. Qualcuna tra queste società potrebbe aver dato i tuoi dati ad altre e ad altre ancora, ed ecco che il tuo numero è finito in millemila database. Di base è poco chiaro ma è legale, anche perché sei tu che autorizzi questo genere di trattamento; il problema è quando i dati passano da troppe mani, se ne perde traccia e ti ritrovi alla mercé di chiunque. Avevamo già scritto un articolo tempo fa per spiegare come tutelarti, e anche questo giornale ha ripreso l’argomento per fare un punto della situazione. 

Poi c’è la fattura di chiusura

Se tutto fila liscio, o se riesci a sopravvivere alle cose descritte poco fa, il tuo ex fornitore ti invierà le ultime bollette, inclusa quella di chiusura: è la bolletta “finale” che contiene eventuali conguagli a sfavore o a favore e termina il tuo rapporto col fornitore. Le bollette di chiusura possono arrivare anche dopo un po’ di tempo, questo perché si aspettano le letture dal distributore – che sono le uniche a valere per fare davvero i conti. Non preoccuparti, quindi, se dovessi riceverla anche qualche mese dopo: il nostro consiglio è, in ogni caso, di conservare le ricevute di pagamento in caso i calcoli finali contengano anche fatture che risultano “non saldate”, quando invece tu hai pagato tutto regolarmente. 

A proposito del tuo ex fornitore, una doverosa precisazione: a partire dal 1° gennaio 2024 – e solo per le forniture attivate da questa data in poi – è in vigore la possibilità di inserire delle penali nei contratti, cioè delle clausole di rescissione. Chi decide di applicarle deve specificarlo molto chiaramente sia nel contratto che nella scheda sintetica. Le modalità sono a discrezione del fornitore, anche se l’ARERA ha imposto che “la somma richiesta deve in ogni caso essere proporzionata e non può eccedere la perdita economica direttamente subita dal venditore dallo scioglimento anticipato del contratto”. 

Per la cronaca: noi non applichiamo penali. 

Due cose che di sicuro non succedono

Una: il passaggio da un fornitore all’altro non implica mai, e diciamo mai, l’interruzione del servizio di erogazione dell’energia. Chi ti racconta altro mente. Farlo sarebbe illegale, oltre che senza senso. Due: non devi occuparti tu di mandare documenti di disdetta al tuo vecchio fornitore, perché il lavoro burocratico avviene tutto tra un fornitore e l’altro. Anche in questo caso, se qualcuno ti dice il contrario ti sta dando un’informazione sbagliata.


E alla fine passi a NeN

Tra i 30 e i 60 giorni dopo che hai sottoscritto il contratto, sei dei nostri a tutti gli effetti: nel frattempo potrebbero essere successe alcune delle cose di cui ti abbiamo parlato, o forse non ne è successa neanche una. L’importante per noi è che tu abbia tutte le informazioni in modo da poter prendere decisioni consapevoli. A fartene dimenticare dandoti un servizio trasparente e gli strumenti per usare bene l’energia ci pensiamo noi.